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Tassi invariati e velato ottimismo, Draghi rimanda le decisioni a giugno
La situazione economica europea migliora, anche se moderatamente. Mario Draghi guarda con ottimismo al futuro mentre annuncia che la Banca Centrale Europea manterrà i tassi di interesse ai livelli attuali, "o più bassi ancora, per un esteso periodo di tempo". Il presidente della Bce però lancia un monito ai governi dell'Eurozona a non "dissipare i progressi fatti in materia di consolidamento fiscale": "E' necessario portare avanti riforme strutturali nel mercato del lavoro e dei prodotti per aumentare il potenziale di crescita dell'area euro e ridurre l'alta disoccupazione". Questo il quadro tracciato da Draghi in conferenza stampa a margine della riunione dei banchieri europei tenutasi in Olanda. Tutto questo aspettando giugno, quando verrà presentato un piano più approfondito di rilancio.
15 AGO 20

La situazione economica europea migliora, anche se moderatamente. Mario Draghi guarda con ottimismo al futuro mentre annuncia che la Banca Centrale Europea manterrà i tassi di interesse ai livelli attuali, "o più bassi ancora, per un esteso periodo di tempo". Il presidente della Bce però chiede ai governi dell'Eurozona di non "dissipare i progressi fatti in materia di consolidamento fiscale": "E' necessario portare avanti riforme strutturali nel mercato del lavoro e dei prodotti per aumentare il potenziale di crescita dell'area euro e ridurre l'alta disoccupazione". Questo il quadro tracciato da Draghi in conferenza stampa a margine della riunione dei banchieri europei tenutasi in Olanda. Tutto questo aspettando giugno, quando verrà presentato un piano più approfondito di rilancio.
"Guardando avanti la domanda interna – ha rilevato Draghi – dovrebbe continuare a essere supportata da una serie di fattori", tra questi una politica monetaria accomodante, un miglioramento delle condizioni finanziarie, i progressi nel consolidamento dei conti e le riforme strutturali e gli sviluppi nei prezzi energetici.
[**Video_box_2**]Durante la conferenza stampa, Mario Draghi ha sottolineato inoltre come "l'andamento del cambio dell'euro non è un obiettivo" della politica della Bce "ma è un importante fattore economico per il suo impatto sui prezzi delle importazioni: e in un contesto di bassa inflazione è un motivo di forte preoccupazione". Preoccupa anche il livello di disoccupazione nell'Eurozona nonostante i forti segnali di miglioramento che arrivano dai mercati europei.
Preoccupazioni che però non devono sminuire quanto di buono è già stato fatto. "L'integrazione europea ha funzionato molto bene dal punto di vista dell'efficienza", ma è ora necessario un passo in avanti verso "una maggiore equità". Interpellato sull'euroscetticismo, Draghi ha replicato che l'Europa "non può riposare sui successi passati" e che la crisi è stata legata alla "insufficiente integrazione". Pertanto, ha concluso, occorre rispondere "non nazionalizzando ma andando avanti verso una sforzo comune che punti a rendere più omogeneo il mercato europeo". Il presidente della Bce ha quindi affermato di riscontrare "evidenti segni di ripresa" in Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, paesi che hanno "attuato importanti riforme strutturali".
Draghi ha anche parlato della crisi Ucraina, dove "c'è uno scenario geopolitico complesso e l'Europa, l'Ue come l'Eurozona potrebbero essere coinvolti più di altri" attori dalle sue evoluzioni.